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Del Falisco fra geografia, storia e cultura

Una splendida cornice

I Protagonisti

Un territorio d'alta collina, fresca sulla Rocca medioevale; in basso, quasi a livello del mare, l'umido ed il nebbioso ma pieno di fascino del lago di Bolsena, specie in inverno ed all'alba: e quindi, una corrente in mezzo, fatta di caldo in estate, mitigato da fresche correnti d'aria. Fra due punti: l’ altezza della Città Storica, e quella moderna, concepita fra gli anni '70 e '90.

Andava un tempo, in zona bassa, calibrare le campagne, organizzare la vita agreste, e, fondamentale, il raccolto. La resistente tempra del Falisco, il suo dinamismo, si deve forse a questa abitudine al caldo, oltre al fresco, che si alterna assai frequentemente.

Il forte sole di metà agosto corrobora l'organismo per la ripresa dell'autunno sin quando arriva la neve di dicembre.

Gli studiosi di antropologia culturale notano, da fine'800, che geografia, quindi orografia - disegno del paesaggio - chiusure ed aperture dei contorni di natura, possano influire su fisicità', e quindi sul carattere (lo"stimmung" romantico tedesco, la tempra') relativamente alla mentalità e cultura di popolo ("di popolo", tema risorgimentale, con connotati forse indipendentisti).
Ne consegue, fuor di troppe parentesi, la cultura e le tradizioni locali. Fra '500 'e '700, critici e filologi, ignorati dagli stessi Atenei (una serie Utet enciclopedica a Montefiascone, in biblioteca, esiste) avevano portato la "stimmung" ad ipotesi linguistiche, perciò anche dialettali, letterarie, con variabili di cui prima si parlava.
Van Gennep ed alcuni etnografi italiani sono citabili per le parti socio-territoriali, ma il resto già si pensava.
Ci spieghiamo insomma, in questa sede, il dinamismo nei vari campi di questo popolo, i suoi tratti veloci: gia l'Etrusco, che tal temprato, mise in scacco i Romani per lungo tempo. I Falisci, temibili più dei Bolsenesi, "pianeggianti", e gli Orvietani (del tempo nota Velzna), calavano dall'alto sulla strada che si chiama Cassia, bloccando i Pretoriani.
L'equivalente, senza cavalli, di corsa e a piedi, di un attacco di cavalleria o di una moderna aviazione: ma purtroppo avrebbero perso perché Roma aumentò' il numero dei suoi uomini.
Ma non persero come identità. Di donne guerriere, come le Vichinghe, Principesse in combattimento, "sciamane"e "local fighters", se ne parla in un romanzo fantasy che venne stampato non tanto tempo fa.

Interessante sarebbe "comparare" discipline per spiegare un popolo antichissimo, delle cui radici andrebbero fatte più ricerche.

Ugo Berardi Aldobrandini

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